Quale ruolo dell’Italia e dell’Europa alla conferenza di Addis Abeba?

Il successo della Conferenza Internazionale di Addis Abeba è fondamentale per dare credibilità e solidità alla nuova agenda di sviluppo che verrà adottata il prossimo settembre nell’ambito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Quella che si terrà nella capitale etiope dal 13 al 16 Luglio prossimi è una tappa fondamentale del cammino verso una nuova agenda di impegni internazionali per battere la povertà e assicurare uno sviluppo equo e sostenibile per tutti. Tuttavia, i molteplici segnali che arrivano dalla comunità internazionale lasciano presagire un basso livello di ambizione e di impegni da parte dei governi su temi cruciali come il miglioramento della qualità degli aiuti, il rafforzamento della cooperazione in materia di tasse o di cancellazione del debito e l’urgenza di regole certe sul ruolo del settore privato negli obiettivi di sviluppo sostenibile. In quest’ottica anche la posizione recentemente adottata dal Consiglio dei Ministri dello Sviluppo europei non lascia ben sperare. In apparente controtendenza il segnale che l’Italia sta dando con la partecipazione del Presidente del Consiglio alla Conferenza. Si pone ora quindi la domanda chiave: con quali ambizioni l’Italia parteciperà alla Conferenza e quali risultati potrà contribuire ad ottenere? In questa prospettiva, la GCAP italiana, al servizio dei vari soggetti della società civile italiana e in collaborazione con le Reti di ONG di cooperazione internazionale AOI, CINI e LINK 2007, promuove un seminario di approfondimento su alcune questioni chiave nell’attuale processo negoziale nell’ambito di un percorso di dialogo strutturato col governo italiano e gli altri attori presenti nel gruppo di lavoro sul Post 2015 del ‘Tavolo Interistituzionale, Le principali questioni che il seminario si propone di affrontare riguardano:

  1. La salvaguardia degli investimenti pubblici nell’aiuto allo sviluppo, definendo chiare regole di ingaggio e di accountability per il settore privato prevenendo il rischio di demandare ai privati un ruolo che potrebbe compromettere il reale impatto degli aiuti nella riduzione della povertà e il raggiungimento delle comunità più povere e vulnerabili;
  2. La ridefinizione della governance fiscale internazionale dando vita ad un organismo intergovernativo per la cooperazione fiscale sotto gli auspici dell’ONU in cui tutti i Paesi possano partecipare su un piano di parità ed assicurare regole efficaci che contrastino le attuali pratiche di evasione ed elusione fiscale;
  3. La riconferma dell’obiettivo dello 0,7% del PIL in aiuto pubblico allo sviluppo entro un arco temporale definito;
  4. L’attivazione di risorse innovative per lo sviluppo, tra cui una tassa sulle transazioni finanziarie il cui gettito sia destinato allo sviluppo;
  5. Lo stanziamento di risorse addizionali all’aps per la finanza climatica al fine di supportare i Paesi più poveri nell’adattamento al cambiamento climatico.
PROGRAMMA
  • 15.00 – 15.20 INTRODUZIONE – FINANZA PER LO SVILUPPO E AGENDA POST 2015
    • Francesco Petrelli – Oxfam Italia/AOI
  • 15.20 – 16.00 LE QUESTIONI CHIAVE: LE RICHIESTE DELLA SOCIETÀ CIVILE
    • Luca De Fraia – ActionAid/CINI
    • Mariagrazia Midulla – WWF/GCAP Italia
  • 16.00 – 17.00 REPLICA DEI RAPPRESENTANTI DEL GOVERNO SULLE QUESTIONI CHIAVE
    • Amb. Armando Varricchio*, Consigliere Diplomatico del Presidente del Consiglio
    • Min. Giampaolo Cantini, Direttore Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
    • Dir. Federica Fricano, Divisione Affari Europei e negoziati Clima, Direzione gen. SVI, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
    • On. Maria Edera Spadoni, Presidente del Comitato Permanente Agenda Globale Post 2015, Cooperazione Allo Sviluppo E Partenariato Pubblico-Privato della Camera dei Deputati
  • 16.00 – 17.00 DIBATTITO CON I PARTECIPANTI
  • 17.30 – 18.00 CONCLUSIONI
    • Paolo Dieci, Link 2007

 

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Agenda 2030