GCAP Italia con Concord Italia e le reti delle ONG hanno presentato il 22 ottobre il rapporto “Per una maggiore e migliore coerenza delle politiche in Italia”, allo scopo di contribuire alla discussione sulla definizione del Piano nazionale sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, con particolare riferimento ai meccanismi da porre in atto per la sua concreta realizzazione.

GCAP Italia e Concord Italia da alcuni anni promuovono l’adozione del principio della coerenza delle politiche, in modo da far fronte a contraddizioni e inefficienze nel perseguimento dello sviluppo sostenibile a livello nazionale e internazionale. Il rapporto è stato condotto nell’ambito di un progetto di Shadow Tracking a livello europeo in corso di realizzazione da parte di Concord Europe.  Il rapporto è stato redatto grazie al contributo del progetto Volti delle Migrazioni cofinanziato dall’Unione europea.

Di seguito riassumiamo le principali conclusioni per condividerle con le istituzioni e la società civile italiana.

Il governo italiano grazie all’assistenza tecnica dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sta procedendo a definire il Piano di coerenza per lo sviluppo sostenibile in collegamento con la revisione della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, che dovrebbero essere adottati nel 2021/22. Fino ad oggi non esistono visioni, strumenti, indicatori, analisi e valutazioni sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile (PCSD) in Italia. In particolare la coerenza tra dimensione interna ed esterna, riguardo gli spill over effects (effetti di traboccamento, e cioè gli effetti delle nostre politiche nazionali sui paesi terzi e in particolare su quelli impoveriti), non è considerata. Questa mancanza è stata indicata anche dall’ultima Peer Review di DAC/OCSE del 2019 (Revisioni tra Pari sulla politica di cooperazione allo sviluppo). Deve ancora maturare una visione di lungo periodo capace di integrare meglio le dimensioni ambientale, economica e sociale nell’interazione tra ambito nazionale ed effetti sui paesi terzi. Vi sono squilibri tra queste dimensioni, e tra piani che procedono separatamente. La dimensione sociale è particolarmente carente. Manca un reale visione complessiva e una governance unitaria.

Ciononostante in questi ultimi anni sta crescendo la consapevolezza istituzionale, e in parte politica, sulla necessità di definire e applicare la PCSD. E’ stato costituito un tavolo tecnico che sta cercando di uniformare le diverse competenze tra ministeri. Si sta lavorando su strumenti ed indicatori. Sono stati creati organismi di consultazione con la società civile (il cui spazio è tuttavia ancora indefinito, limitato e strutturalmente debole), ed è molto interessante il lavoro che si sta facendo con le Regioni e i Comuni metropolitani.  Diverse amministrazioni locali hanno definito la loro strategia, migliorando il coordinamento interno e creando modalità di partecipazione della società civile. Alcune considerano anche la dimensione esterna del loro sviluppo, valorizzando la cooperazione decentrata e territoriale. Questo percorso territoriale, promosso e appoggiato dal Ministero per la Transizione Ecologica, rappresenta una buona pratica da portare all’attenzione europea.

Questo processo è tuttavia da rafforzare:

  • è da migliorare il coordinamento inter-istituzionale, superando incertezze e competizioni tra Comitati inter-ministeriali e tra ministeri.
  • essenziale è il coordinamento da assicurare tra il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e la coerenza delle politiche
  • occorre dare più efficacia alla partecipazione verificando il suo reale impatto sulle decisioni politiche
  • è da approfondire l’analisi e la valutazione delle interconnessioni tra gli SDGs, soprattutto riguardo gli spill over effects.

La speranza, e l’auspicio, è che il prossimo Piano di coerenza tenga in conto delle preoccupazioni della società civile e che venga assunto e applicato con decisione.

E’ possibile rivedere la registrazione dell’incontro.

Scarica il Rapporto italiano shadow traking su PCSD