Credits: Jeremy Miler, AusAID Flickr

Donne e bambine compongono oltre la metà della popolazione mondiale ma sono anche colpite dalla discriminazione di genere in tutte le sue forme: povertà estrema, violenza, basso livello di istruzione e difficoltà ad accedere ai livelli superiori, insicurezza alimentare, difficoltà di accesso ai servizi per la salute quando non assenza di cure, crisi economiche globali e cambiamento climatico. Rompere il cerchio della povertà che si autoalimenta, poiché tali questioni sono tutte collegate, è possibile ma è necessario il contributo e la leadership delle donne stesse.

Negli ultimi decenni la parità di genere è stata sempre più riconosciuta internazionalmente come uno dei pilastri fondamentali per l’efficacia delle politiche di sviluppo, oggi anche tra gli Obiettivi fondamentali della Agenda 2030 (obiettivo n° 5), ed è quindi considerata strategica dalla comunità dei donatori. I risultati ottenuti sino ad oggi sono rilevanti in diversi settori: accesso all’istruzione, partecipazione politica e al mondo del lavoro, riconoscimento dei diritti sociali.

Tuttavia il cammino verso il completo riconoscimento e rispetto dei diritti, della dignità e della libertà di donne, ragazze e bambine nel mondo richiede ulteriori sforzi e azioni congiunte.

Alla luce di queste riflessioni, la Coalizione Italiana contro la Povertà chiede ai leader del G7 di:

  • Considerare le donne e le ragazze come vere e proprie agenti di cambiamento e sviluppo sostenibile.
  • Promuovere politiche che eliminino le disparità, gli stereotipi e i pregiudizi di genere a tutti i livelli.
  • Rafforzare l’accesso di tutte le donne e ragazze ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva e all’informazione sui relativi diritti, come elemento essenziale per la piena realizzazione di sé.
  • Supportare donne e minori rifugiate e migranti, offrendo loro assistenza psicologica e sociale e aiutandole a sfuggire ad ogni forma di sfruttamento e abuso sessuale.
  • Investire nell’empowerment delle bambine, garantendo loro una transizione sana, sicura e piena verso l’età adulta.
  • Ridurre il divario di genere nella partecipazione al lavoro, incentivando l’accesso delle bambine e delle ragazze all’istruzione, promuovendo pari diritti sul luogo di lavoro e ridistribuendo il carico del lavoro di cura familiare e non retribuito tra donne e uomini e tra famiglie e istituzioni.
  • Promuovere politiche a supporto della conciliazione famiglia-lavoro, offrendo servizi pubblici di cura di qualità e affidabili, garantendo la flessibilità lavorativa, prevedendo congedi familiari per donne e uomini e incoraggiando la partecipazione attiva degli uomini alla vita e agli obblighi familiari.
  • Conferire valore economico e produttivo al lavoro di cura.
  • Prevenire e combattere ogni forma di violenza contro le donne e le bambine, inclusi i matrimoni forzati e/o precoci e le gravidanze precoci.

Photo credits: Jeremy Miler, AusAID

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Le richieste al G7

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