Le organizzazioni non governative svolgono un ruolo cruciale nell’attuazione dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per il raggiungimento degli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici attraverso azioni di policy e advocacy, fornendo competenze ed approfondimenti su potenziali decisioni politiche, ma anche assumendo direttamente il ruolo di responsabili dell’implementazione di molte di queste decisioni.
Oxfam International ha recentemente pubblicato un report di valutazione sullo stato dei finanziamenti pubblici per il clima rispetto agli impegni già assunti dai Paesi più ricchi di mobilitare congiuntamente 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020, come concordato nell’accordo di Copenaghen nel 2009.
Il rapporto intitolato “Climate Finance Shadow Report 2018″ arriva prima della 24a sessione della Conferenza delle Parti (COP 24) che si terrà a Katowice in Polonia agli inizi di Dicembre 2018, quando si prevede che i membri dell’UNFCCC finalizzeranno le linee guida per l’attuazione dell’Accordo di Parigi, comprese le modalità con cui contabilizzare le risorse finanziarie per il clima. Il rapporto analizza i progressi compiuti dai Paesi donatori per il raggiungimento dei 100 miliardi di dollari, fornendo informazioni sulla provenienza del denaro, su come viene investito e sulla rendicontazione dello stesso.
Il rapporto rileva che, mentre il valore nominale degli investimenti dichiarati dai Paesi donatori è aumentato da 41 miliardi di dollari nel 2013-2014 a 48 miliardi di dollari nel 2015-2016, l’aiuto pubblico per il clima ammonta a soli 16-21 miliardi dollari USA.
Infatti, i risultati evidenziano due principali problemi con le modalità di reportistica attualmente utilizzati dalla maggior parte dei donatori: esse sovrastimano l’ammontare di denaro trasferita ai paesi beneficiari poiché vengono inclusi rimborsi di interessi e altri costi amministrativi, e sovrastimano la”finanza del clima”, poiché vengono inclusi nel calcolo anche i fondi per progetti che coprono solo parzialmente le azioni climatiche.
Gli autori del rapporto raccomandano ai donatori di includere solo gli investimenti specifici per “l’aiuto al clima” in modo da riferire accuratamente sul trasferimento finanziario netto che i paesi in via di sviluppo ricevono a sostegno dell’azione climatica: durante la COP 24, le parti dovranno concordare sugli standard di contabilizzazione, incluso il metodo “grant – equivalent”, osservando come l’OCSE abbia già stabilito che i dati ufficiali sull’aiuto allo sviluppo saranno riportati utilizzando questo standard a partire dal 2018.

Il rapporto raccomanda anche chei Paesi più ricchi intraprendano azioni urgenti per aumentare il livello dei finanziamenti per l’adattamento, attualmente stimato al 20% dei contributi pubblici al clima, affinché si possa raggiungere il 50% entro il 2020.

A sua volta il rapporto di Mission 2020 (il movimento ambientalista lanciato da Christiana Figueres nel 2017) intitolato “2020 Climate Turning Point” sottolinea la necessità di raggiungere il picco delle emissioni globali entro il 2020 per rimanere entro il limite di temperatura di 1,5ºC (in modo da poterle ridurre al più presto),evidenziando che, nonostante si tratti di una sfida molto complessa, ci sono delle potenziali opportunità da sfruttare da questo cambiamento radicale per consentire un futuro migliore e più prospero.

Il rapporto delinea le sei pietre miliari per raggiungere il picco globale delle emissioni entro il 2020: le fonti di energia rinnovabiledevono soppiantare quelle fossili in tutto il mondo; il trasporto a emissioni zero deve essere la prima scelta per tutta la nuova mobilità nelle principali città e vie di trasporto; la deforestazione su vasta scala deve essere sostituita da un ripristino delle piantagioni su larga scala; l’agricoltura deve avvicinarsi a pratiche più sostenibili; l’industria pesante si deve impegnare ad essere “conforme a Parigi”; le città e gli stati devono implementare politiche e regolamenti per de-carbonizzare completamente edifici e infrastrutture entro il 2050; gli investimenti per l’azione climatica devono superare 1 trilione di dollari l’anno.

Il rapporto sottolinea che non solo queste pietre miliari sono necessarie per affrontare i cambiamenti climatici, ma sono anche auspicabili da un punto di vista socioeconomico.
In seguito alle più recenti negoziazioni tra le parti dell’UNFCCC alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Bonn, in Germania, dal 30 aprile al 10 maggio 2018, la Climate Action Network (CAN), una rete globale di oltre 1.200 ONG, ha rilasciato una dichiarazione alla fine della sessione, sottolineando la necessità di un “laser focus” per valutare l’avanzamento per la formalizzazione di regole eque, solidali e trasparenti per il raggiungimento degli obiettivi di Cop 23, entro la fine del 2018. La dichiarazione osserva che il regolamento sarà necessario per ispirare la fiducia tra i Paesi a intensificare e impegnarsi a rafforzare gli obiettivi climatici nazionali entro il 2020.
Emerge la necessità di progressi significativi e impegni chiari sulla finanza per sbloccare realizzare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, affermando che al fine di realizzare dei progressi concreti, sarà necessario un intervento politico. Sottolineando la “grande responsabilità” della prossima presidenza polacca, la dichiarazione delinea la strada verso la COP 24, sottolineando l’importanza strategica di riunioni ministeriali, tra cui il vertice del G7, il Ministerial on Climate Action (MoCA) e il Petersberg Dialogue per sbloccare le divergenze politiche in vista della riunione aggiuntiva dell’UNFCCC in programma dal 3 all’8 settembre 2018, a Bangkok, in Tailandia.

La dichiarazione sostiene anche il Dialogo di Talanoa come un “promettente inizio verso la promozione della fiducia e l’abbattimento dei confini”, chiedendo la sua traduzione in un chiaro processo politico, informato dallo Special Report on Global Warming of 1.5ºC (SR15) dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), per guidare le azioni necessarie per raggiungere entro il 2020 obiettivi sempre più ambiziosi.