– Il contributo di Franciscans International

Franciscans International è un’organizzazione non governativa fondata nel 1989 che rappresenta la “Famiglia Francescana” e mira a promuovere e proteggere i diritti umani e la giustizia ambientale, cercando di influenzare il dibattito nelle Nazioni Unite. Il loro contributo dal titolo “Human Rights, Sustainable Development and Climate Policies: Connecting the Dots” esamina e confronta i meccanismi di revisione relativi ai diritti umani, agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e al cambiamento climatico.  I meccanismi sono le procedure e le misure, gli indicatori, che dovrebbero consentire di monitorare le politiche per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, come ad esempio le Voluntary National Review che ogni paese dovrebbe redigere per dare conto delle misure che sta realizzando e soprattutto dei risultati che sta conseguendo. Facendo luce sulle interconnessioni tra questi tre temi, il manuale si concentra sulle nuove iniziative, le sfide e gli strumenti che possono coniugare la tutela dei diritti umani a livello locale e nazionale con gli sforzi per lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente.

Attraverso l’uso di tabelle, la pubblicazione:

  • mostra come i meccanismi internazionali trattino i diversi argomenti e fornisce indicazioni su come la società civile può integrare sistematicamente i diritti umani nel lavoro quotidiano e promuovere una maggiore coerenza tra i meccanismi di tutela;
  • mappa i meccanismi di revisione esistenti, descrive i più importanti strumenti di advocacy e monitoraggio e dà informazioni sulle modalità di produzione dei report governativi.
  • tratta i meccanismi disponibili, le loro valutazioni e i punti in comune tra loro: le Procedure Speciali del Consiglio dei Diritti Umani e la Revisione Periodica Universale per quanto riguarda i diritti umani; l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli SDGs a livello nazionale, regionale e internazionale; le regole internazionali sul cambiamento climatico, inclusi i meccanismi sotto l’Accordo di Parigi.

Il documento spiega che la comunità internazionale ha gradualmente iniziato a riconoscere che lo sviluppo sostenibile e le politiche sul clima possono avere effetti su, e quindi essere rilevanti, per garantire il pieno godimento dei diritti umani. Ad esempio, per poter raggiungere l’accesso all’energia più pulita, i governi dovrebbero implementare progetti che prevedano la costruzione di dighe idroelettriche, se possibile di piccola dimensione, che abbiamo un impatto minimo sul cibo, l’acqua e le abitazioni delle comunità locali.

Inoltre, si riconosce all’Agenda 2030 il merito di richiede l’implementazione degli SDGs in accordo con i trattati internazionali sui diritti umani per far sì che i programmi e le politiche di sviluppo non inaspriscano le disuguaglianze. Similmente, l’Accordo di Parigi stabilisce che le azioni di contrasto al cambiamento climatico che i governi portano avanti debbano rispettare, promuovere e considerare i loro obblighi di tutela dei diritti umani.

In generale, la guida vuole aiutare la società civile a promuovere un approccio allo sviluppo sostenibile, allo sradicamento della povertà e alla giustizia ambientale che sia basato sui diritti umani, sottolineando l’importanza del monitoraggio e mostrando come le violazioni dei diritti umani possano danneggiare o compromettere l’attuazione degli SDGs  e aumentare la vulnerabilità al cambiamento climatico.

La pubblicazione avverte che non sono stati creati meccanismi di revisione e/o di verificadell’affidabilità dei rapporti, e che la maggior parte di questi opera per compartimenti stagni, con limitata capacità dei meccanismi di tutela dei diritti umani di alimentare quelli del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile. Ad esempio, mentre gli SDGs promuovono il ruolo del settore privato e la sua collaborazione  con il settore pubblico, mancano misure che monitorino le imprese e i governi quando questi non rispettano i diritti umani.

Le connessioni sono quindi enunciate ma le possibilità di monitorarle sono insufficienti. Per questo Gcap Italia sta cercando di lavorare per dare conto delle relazioni esistenti e degli impatti che le politiche economiche e ambientali possono avere sull’equità e i diritti umani, come si è cercato di fare con il rapporto presentato in Luglio. Il lavoro di Franciscans International è un ulteriore apporto per orientare meglio i meccanismi di revisione in modo da rendere le politiche più coerenti e rispondenti ai diritti umani.

Per scaricare il document di Franciscans International  “Human Rights, Sustainable Development and Climate Policies: Connecting the Dots” clicca qui