Oggi 5 giugno si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente, data istituita dalle Nazioni Unite nel 1972. Tema centrale della giornata per quest’anno è la lotta all’inquinamento da plastica che mette a rischio ogni anno oceani e habitat marini e si collega direttamente agli obiettivi di sviluppo sostenibile 14 (conservazione e utilizzo durevole degli oceani, dei mari e delle risorse marine).

Secondo i dati riportati dal programma per l’Ambiente dell’Onu (Unep) “ogni anno vengono riversati negli oceani ben 8 milioni di rifiuti plastici” ed è per questo motivo che è stata dichiarata la “lotta alla plastica monouso”. L’Onu riporta che la plastica sta mettendo a dura prova mari e oceani: ogni minuto vengono acquistate circa 1 milione di bottiglie di plastica di cui solo una piccola percentuale queste viene riciclata.  L’acqua è una fonte di vita e per tale deve essere trattata: il consumo di plastica non fa altro che devastare gli oceani e uccidere intere specie.

Basti ricordare l’immagine della balena trovata morta in Thailandia con 8 kg di plastica gli inizi di questo mese.

Il problema dell’inquinamento della plastica riguarda molto da vicino anche l’Italia: secondo i dati raccolti da Legambiente il 96% dei rifiuti galleggianti nel Mediterraneo è plastica. Tra i rifiuti più comuni compaiono: buste (16.2%), teli (9,6%), reti e lenze (3,6%), frammenti di polistirolo (3,1%), bottiglie (2,5%).

Cotton fioc, cannucce e stoviglie, che inquinano sempre di più spiagge e i mari, sono state bandite dal Regno Unito e lo saranno presto anche in Europa. Un importante passo verso la biodegradabilità è stato fatto anche in Italia con l’adozione dei sacchetti compostabili per frutta e verdura sfuse che contribuiranno sicuramente a ridurre l’enorme quantità di plastica usa e getta. Un primo passo importante verso il cambiamento, con la speranza che la GDO e i consumatori si orientino sempre più verso scelte ecosostenibili.

Per il 5 giugno le celebrazioni più importanti si terranno in India, Paese che ogni anno produce circa 5.6 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Lo slogan della giornata sarà “Beat plastic pollution. If you can’t reuse it, refuse it”. L’intento è di stimolare proposte alternative alla plastica monouso, soprattutto con lo sviluppo di ‘nuovi’ materiali.

Ricordiamo , tra le altre, l’iniziativa attivata da Greenpeace al fine ridurre l’inquinamento dei mari dalla plastica, a cui tutti possiamo partecipare. Si chiama Plastic Radar, ed è un servizio per raccogliere le segnalazioni dei cittadini che si imbattono in rifiuti in spiaggia o nel mare: le foto scattate possono essere inviate tramite WhatsApp al numero +39 342 3711267 affinché vengano catalogate. L’obiettivo è quello di contare i materiali, riconoscere i marchi e inchiodare le aziende alle loro responsabilità sui ambientali, così da spingerle a ridurre l’impiego di imballaggi e contenitori in plastica non riciclabile.

Secondo l’Enpa, le soluzioni per ridurre l’inquinamento da bottiglie di plastica, vetro e alluminio (che spesso troviamo abbandonate incivilmente nei parchi, sulle spiagge, per le strade di città) sarebbero davvero molto semplici. L’ong suggerisce per esempio che reintrodurre il vuoto a rendere sarebbe un importante passo avanti: questa pratica in Italia è stata abbandonata circa 30 anni fa, mentre in alcuni paesi del nord Europa ancora esiste ed ha permesso di ridurre notevolmente la quantità di plastica e vetro abbandonate nei territori (circa -80%).

Gcap è attivamente impegnata promozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile: Come ci ricorda Papa Francesco nella Laudato Sì è necessario cambiare i nostri stili di vita, orientati ad un eccessivo consumo delle risorse del Pianeta. I cittadini, insieme, hanno il potere di esercitare una sana pressione sui decisori politici affinché spingano le imprese a cambiare modelli di produzione, considerando il loro impatto ambientale e sociale.