GCAP ha firmato e diffonde il comunicato della società civile greca su “Proteggiamo le nostre leggi e la nostra umanità!”

Siamo profondamente preoccupati per i recenti sviluppi al confine sull’ Evros e le isole dell’Egeo, dove centinaia di persone si trovano bloccate ai confini dell’Europa, strumentalizzate per scopi politici e soggetti alle violazioni dei loro diritti. Siamo anche profondamente preoccupati per il modo in cui il le autorità greche e dell’Unione Europea si stanno occupando dei nuovi arrivi.

Esprimiamo con fermezza la nostra opposizione alle recenti decisioni del Consiglio del governo greco per gli Affari Esteri e la Difesa (KYSEA), e in particolare l’adozione del Decreto Legislativo d’emergenza, che prevede la sospensione del diritto di richiesta d’asilo per tutte le persone che entrano nel paese e il loro ritorno senza registrazione, ai loro paesi di origine o di transito. L’applicazione di tale disposizione normativa è disumana e illegale in quanto viola il principio fondamentale di non respingimento, determina responsabilità internazionali per la Grecia e mette in pericolo vite umane. Denunciamo anche gli attacchi alle organizzazioni che difendono i diritti umani, constatando che senza il sostegno di queste organizzazioni,il sistema di gestione dei rifugiati in Grecia crollerebbe.

Chiediamo al governo greco di:

Ritirare il decreto legislativo di emergenza illegale e incostituzionale e di rispettare gli obblighi dello Stato greco in materia di protezione della vita umana e salvataggio in mare e ai confini terrestri.

– Smettere immediatamente di respingere le persone negli Stati dove la loro vita e la loro libertà sono in pericolo, o dove sono a rischio di essere sottoposti a tortura o ad altri trattamenti o punizioni inumani degradanti.

– Alleviare immediatamente il sovraffollamento delle isole trasferendo i richiedenti asilo in terraferma, proteggendo il loro benessere e la loro salute. La priorità dovrebbe essere data ai più vulnerabili, i minori non accompagnati e le famiglie con bambini.

– Adottare le misure necessarie per proteggere ogni persona da atti di violenza, persecuzione e razzismo.

Ricordiamo che l’UE dovrebbe assumersi delle responsabilità sostanziali per la protezione di persone in movimento in modo da dimostrare rispetto per la dignità umana, e responsabilità condivisa tra gli Stati membri dell’UE per la gestione di quella che è, prima di tutto, una questione europea.

Pertanto:

La Commissione Europea, in quanto custode dei Trattati, dovrebbe proteggere il diritto all’asilo come sancito dal diritto comunitario. Dovrebbe invertire la retorica dell’“aspida (scudo)” usata dalla Grecia ed esortarla ad assumersi i propri obblighi legali.

– Gli Stati membri dell’UE dovrebbero ristabilire immediatamente i meccanismi di trasferimento di rifugiati e richiedenti asilo dalla Grecia ad altri Stati membri, in modo equo e razionale, dando la priorità ai bambini non accompagnati.  Gli Stati membri dovrebbero aumentare i reinsediamenti dei rifugiati direttamente dalla Turchia.

– Gli Stati membri e le istituzioni dell’UE dovrebbero rivedere la dichiarazione UE-Turchia, che – oltre che una lacuna legale – si è ora dimostrata un inefficace ed inadeguato strumento politico per la gestione delle frontiere.

In conclusione, chiediamo a tutte le parti di rispettare la legge e di salvaguardare i valori democratici europei. Ogni ulteriore regresso avrà conseguenze importanti sulle società europee, sulla democrazia europea e sullo Stato di diritto.

La dichiarazione è scaricabile qui