14/03/2017

Energia e clima

Il cambiamento climatico minaccia le persone, gli ecosistemi e il pianeta. Ha già effetti molto negativi, dalla fusione del ghiaccio marino e terrestre alle ondate di calore, le alluvioni, gli eventi estremi. Se le emissioni di gas serra, a cominciare dalla CO2 (anidride carbonica), non scenderanno rapidamente e drasticamente, a essere minacciati e sconvolti saranno tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo dell’umanità: dall’economia alla salute, dalla disponibilità di risorse alla stessa vita di milioni di persone. A rischio anche gli ecosistemi e le specie animali e vegetali. Il cambiamento climatico esaspera situazioni già precarie nelle regioni più vulnerabili del mondo, contribuendo ad aggravare le migrazioni di massa e lo spostamento di intere popolazioni. A soffrirne le conseguenze saranno tutti, ma in particolari i paesi più poveri, più vulnerabili e meno responsabili, con un livello di emissioni di gas serra molto basso e dove milioni di persone non hanno neppure accesso all’energia.

Il 2016 è stato confermato l’anno più caldo di sempre, superando le temperature eccezionali registrate nel 2015. Per evitare una catastrofe climatica sono necessarie azioni tangibili e urgenti: occorrono provvedimenti radicali, rapidi, orientati a limitare il riscaldamento globale entro i + 1.5 ° C e comunque ben al di sotto dei 2° C, dando concreta attuazione all’Accordo sul clima di Parigi.

I Paesi del G7, che come tutti gli stati industrializzati sono i primi responsabili del cambiamento climatico a causa di un’economia completamente impostata sui combustibili fossili e sull’iper sfruttamento del suolo e delle risorse naturali, devono dare l’esempio e mettere in campo politiche per accelerare la transizione verso un’economia a carbonio zero, fondata al 100% sulle energie rinnovabili e pulite, l’efficienza energetica e l’uso sostenibile delle risorse naturali.

In particolare, la Coalizione Italiana contro la Povertà chiede ai leader del G7 di:

  • Accelerare l’attuazione dell’Accordo di Parigi sul Clima.
  • Eliminare i sussidi alle fonti fossili, destinando i fondi ad accelerare il processo di transizione energetica a carbonio zero.
  • Impegnarsi a rendere operativi i piani d’azione e le strategie di decarbonizzazione entro il 2018, mettendo in campo politiche e iniziative per garantire una transizione rapida ed equa, basata su un ampio dialogo.
  • Far avanzare rapidamente le iniziative per accelerare la riduzione delle emissioni promuovendo l’energia rinnovabile, l’innovazione tecnologica, il risparmio energetico, l’efficienza energetica, l’uso sostenibile ed efficiente delle risorse naturali.
  • Sostenere la transizione energetica anche nelle economie in via di sviluppo, per proteggere i più poveri e vulnerabili e garantire loro un pieno sviluppo sostenibile.
  • Integrare il tema del rischio climatico in tutte le politiche sociali, economiche e ambientali.
  • Adottare stress test climatici obbligatori per tutte le istituzioni finanziarie, pubbliche e private, dei Paesi del G7.

Photo credits: Josh Estey, AusAID