Un gruppo di 17 grandi organizzazioni della società civile – tra cui GCAP Globale (Global Coalition Against Poverty) , di cui GCAP Italia fa parte – ha pubblicato una lettera aperta ai ministri delle finanze del G20, ai governatori delle banche centrali e al FMI (Fondo Monetario Internazionale), chiedendo una nuova emissione di 2,5 trilioni di dollari di valuta chiamata Diritti Speciali di Prelievo (DSP), e nuovi criteri per distribuirli in modo più equo e secondo le necessità dei paesi impoveriti.

L’impatto della guerra della Russia con l’Ucraina sul commercio internazionale e i prezzi dei beni alimentari, i disastri ambientali causati dal cambiamento climatico, i seguiti del Covid 19, sono crisi concomitanti che stanno mettendo a dura prova le popolazioni dei paesi più poveri. Mentre le borse stanno premiando i paesi produttori di armi. Di fronte a questa situazione, la comunità internazionale deve sostenere finanziariamente i paesi più vulnerabili.

La lettera è stata inviata prima di una riunione del consiglio di amministrazione del FMI, in cui sono stati discussi gli attuali piani per incanalare i DSP attraverso il Resilience and Sustainability Trust (RST – Fondo di resilienza e sostenibilità) di recente creazione.

La lettera in inglese è qui scaricabile.  La lettera aperta dice:

“All’inizio dell’anno scorso abbiamo chiesto un’assegnazione di Diritti Speciali di Prelievo del FMI per un importo di 3.000 miliardi di dollari. Lo scorso agosto, il FMI ha assegnato 650 miliardi di dollari. I DSP ricevuti, senza condizioni e oneri aggiuntivi per il debito, sono presto diventati lo strumento di maggior impatto a cui i paesi in via di sviluppo hanno effettivamente avuto accesso rispetto a un sostegno insufficiente per poter dare una risposta alla crisi.”

Tuttavia, continua affermando che “a causa delle regole che governano la loro distribuzione, più di 400 miliardi di dollari in DSP sono andati alle economie avanzate che non ne hanno bisogno”. Inoltre, i meccanismi utilizzati per ridistribuire i fondi sono stati finora insufficienti rispetto ai principi di ridistribuzione stabiliti dalle organizzazioni della società civile (OSC) in modo tempestivo, e questo anche rispetto al Fondo di resilienza e sostenibilità del FMI.

Le OSC stanno sollecitando i decisori sia a stanziare altri 2.500 miliardi di dollari in DSP che a operare in modo da riformare i sistemi attuali per la ridistribuzione dei fondi.

E in particolare si chiede di:

– Riformare i criteri di distribuzione dei DSP, attualmente basati su un sistema di quote inique, per concentrarsi invece sui bisogni e le vulnerabilità dei beneficiari.

– Concordare dei meccanismi per le future assegnazioni basate sul bisogno.

– Un equo e rapido reincanalamento dei DSP dalle economie avanzate a quelle in via di sviluppo, senza imporre condizioni politiche.

– I finanziamenti del FMI come l’RST devono dissociare l’ammissibilità dall’avere un altro programma di sostegno, dare priorità alla appropriazione e alla trasparenza del paese, e astenersi dal legare i finanziamenti a condizioni politiche dannose, in particolare quelle incentrate sul consolidamento fiscale.

La lettera conclude: “Siamo pronti a lavorare con voi nell’esame di tutte queste misure, e nella loro attuazione, e vi chiediamo di creare canali adeguati per una consultazione continua con la società civile a tutti i livelli”.