Lo scorso 17 maggio, il Vaticano ha pubblicatouna analisi  sull’attuale sistema economico globale, intitolato “Oeconomicae et pecuniariaequaestiones” o “Considerazioni per un discernimento etico  riguardo alcuni aspetti del sistema economico-finanziario”. Il documento ha l’obiettivo di chiedere un miglioramento sostanziale delle politiche finanziarie sul debito, sulla tassazione, sulla prevenzione delle crisi finanziarie e sulla trasparenza.

“La recente crisi finanziaria potrebbe aver creato l’occasione per incentivare una nuova economia, più attenta ai principi etici, ed un nuovo sistema di regole per le attività finanziare, che dovrebbe limitare le speculazioni e riconoscere il valore dell’economia reale” si legge nella dichiarazione ufficiale del Vaticano. “Nonostante ci siano stati molti sforzi positivi a vari livelli, che dovrebbero sicuramente essere riconosciuti ed apprezzati, sembra mancare la volontà di ripensare i criteri (ormai obsoleti) che governano il mondo. Al contrario, la risposta sembra a volte implicare un ritorno alle vette del miope egoismo, limitata da un quadro inadeguato che, escludendo il bene comune, esclude anche dai suoi orizzonti il tentativo di creare e diffondere ricchezza, e di eliminare la disuguaglianza,”continua la valutazione del Vaticano.

Con il documento “la Chiesa Cattolica offre una profonda analisi di ciò che è necessario per prevenire una futura crisi finanziaria e promuovere più inclusione nel nostro sistema economico“, sottolinea Eric LeCompte, direttore esecutivo del Jubilee USA network.

LeCompte mette in guardia i responsabili delle istituzioni ecclesiali cattoliche sugli impatti che le politiche finanziarie hanno sulle popolazioni più vulnerabili. “Il debito, le tasse e le politiche commerciali sono al centro di questo dibattito e il Vaticano sta rilevando che abbiamo bisogno di maggiore trasparenza nella nostra economia”.

Nella pubblicazione di 15 pagine, il Vaticano affronta una serie di questioni legate al sistema finanziario, tra cui i paradisi fiscali, la riduzione del debito, i tassi di interesse e i comportamenti dei mercato rischiosi. Il documento è firmato congiuntamente dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) e dal Dicastero per la promozione dello Sviluppo Umano Integrale.

“Questo documento è particolarmente significativo perché racchiude gli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa che afferma che un sistema finanziario deve servire tutti gli esseri umani, non solo gli interessi di pochi soggetti”, ha dichiarato LeCompte. “Il Vaticano sta cercando di influenzare le politiche che possono ridurre la disuguaglianza a livello globale”.

Nell’introduzione del documento si sottolinea che le tematiche economiche e finanziarie, mai come oggi, richiedono la nostra attenzione, a motivo del crescente influsso esercitato dai mercati sul benessere materiale di buona parte dell’umanità. Ciò reclama, da una parte, un’adeguata regolazione delle loro dinamiche, e dall’altra, una chiara fondazione etica, che assicuri al benessere raggiunto quella qualità umana delle relazioni che i meccanismi economici, da soli, non sono in grado di produrre. Simile fondazione etica è oggi richiesta da più parti ed in particolare da coloro che operano nel sistema economico-finanziario. Proprio in tale ambito, si palesa infatti il necessario connubio fra sapere tecnico e sapienza umana, senza di cui ogni umano agire finisce per deteriorarsi, e con cui invece può progredire sulla via di un benessere per l’uomo che sia reale ed integrale[1].

Tra le raccomandazioni che il documento rivolge al mondo della finanza, figurano sicuramente: la necessità di instaurare un coordinamento stabile, chiaro ed efficace tra le autorità di regolamentazione dei mercati, nazionali e internazionali; la condivisione tempestiva di decisioni che limitino azioni che mettono in pericolo il bene comune; una maggiore trasparenza nelle negoziazioni, al fine di eliminare qualsiasi forma di ingiustizia e sperequazione, garantendo costante equilibrio negli scambi. L’asimmetria informativa tende, infatti, a rafforzare i soggetti economici più forti, in grado di influenzare il sistema economico ma anche quello politico e normativo.

Molte ong della rete Gcap  sono da anni impegnate nella creazione e promozione di società giuste ed inclusive. Ciò presuppone la necessità di rivedere i modelli economici attuali, inclusi non solo quelli finanziari ma anche quelli di produzione e consumo, divenuti insostenibili sia da un punto di vista ambientale che sociale. Le comunità più deboli e vulnerabili sono spesso le prime a subire le conseguenze di un sistema economico “che uccide”, riprendendo le parole di Papa Francesco nella Evangeli Gaudium.Oggi più che mai, siamo tutti chiamati a vigilare come sentinelle della vita buona ed a renderci interpreti di un nuovo protagonismo sociale, improntando la nostra azione alla ricerca del bene comune e fondandola sui saldi principi della solidarietà e della sussidiarietà [2].

 

Clicca qui per leggere il documento in italiano.

[1]https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/05/17/0360/00773.html

[2]https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/05/17/0360/00773.html